Hanno destato attenzione le dichiarazione di Piero Sansonetti raccolte dallo scrittore e giornalista Fulvio Abbate, Sansonetti,  parla di un CNF genuflesso ai voleri e agli umori del Ministero della Giustizia, reo per questo a suo dire di averlo sostituito con Carlo Fusi alla conduzione del quotidiano “Il Dubbio”, perché troppo critico nei confronti del Governo, troppo garantista e troppo incline a concedere spazio sul giornale a posizioni appunto non allineate né Via Arenula né a Palazzo Chigi, leggi alla voce “Emanuele Macaluso”. Inoltre, questo Sansonetti non lo dice ma la voce circola negli ambienti associativi e istituzionali forensi, sembra che l’ormai ex direttore de “Il Dubbio” abbia lamentato la mancata presa di posizione dell’Unione Camere Penali, da cui è stato difeso tramite le dichiarazioni rilasciate da alcuni singoli esponenti, ma non in modo ufficiale. Insomma volano gli stracci, che strascichi lascia questa vicenda nella politica nazionale forense? Che percezione se ne ha? “Il Dubbio” che ruolo può assumere nel panorama della stampa nazionale? Può davvero ritenersi funzionale ad un maggiore pluralismo come voce garantista opposta, ad esempio, a quella de “Il fatto quotidiano” o la prossimità istituzionale che lega il CNF agli ambienti di governo né limiteranno sempre e comunque l’indipendenza? Ne discutiamo oggi a Giustizia Caffè assieme all’Avv. Vinicio Nardo, Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Milano.