Ne parlano Clarissa Rachele Poli e Giuseppe Vaciago, Coordinatore Tavolo IA Ordine Avvocati Milano

Il 9 luglio scorso, ultimo giorno utile prima della pausa estiva, il Parlamento europeo ha votato sul cosiddetto “Chat Control”: non il regolamento permanente, ancora in negoziato, ma la proroga della deroga alla direttiva ePrivacy che permette alle piattaforme di scansionare volontariamente le comunicazioni private per individuare materiale di abuso sessuale sui minori. Una deroga scaduta lo scorso aprile, riportata in aula con un percorso procedurale d’urgenza, e passata con un emendamento chiave: l’esclusione delle comunicazioni protette da crittografia end-to-end, quelle di WhatsApp, Signal, iMessage. Una mezza vittoria, dicono i critici, perché il testo ora passa al Consiglio, che ha tre mesi per accettarlo o aprire una conciliazione, e perché il vero nodo — il regolamento permanente “Chat Control 2.0” — resta ancora tutto da scrivere.